28 4 / 2013

22 7 / 2012

a strange, dark, and fascinating world

but Bolano is a favorite among writers for his strangeness, his tautness, and his modernity

BLH on July 22nd, 

16 7 / 2012

uno strano tipo di vibrazione

  In uno dei racconti [Prefigurazione di Lalo Cura] che ho appena tradotto c’é un personaggio, un attore chiamato Il Pajarito Gómez. E’ un tipo magro e apparentemente insignificante, ma quando recita davanti alla cinepresa si mette a vibrare in un modo strano che quasi ipnotizza lo spettatore. Quando lo lessi, ho pensato: qualcosa di simile succede con la prosa di Bolaño, ha una vibrazione strana e poderosa. 
 
Chris Andrews

15 7 / 2012

Bolaño, nove anni

Sembra incredibile che sia passato così tanto tempo dalla sua morte, anche se, considerando il successo della sua opera in tutto il mondo, si potrebbe anche pensare che sia poco, che in fondo sia stato tutto molto rapido. In ogni modo, non c’è alcun dubbio che Roberto Bolaño è l’autore in lingua spagnola posteriore al Boom con maggiore impatto e presenza nella letteratura mondiale. Praticamente è stato una rivelazione per tutte le lingue e le culture: l’ultima di cui ho notizia è la Repubblica Ceca.
 
Santiago Gamboa, 14 luglio 2012

10 7 / 2012

la letteratura é una religione

Il grande scrittore Roberto Bolaño faceva il tuo nome a chi gli chiedeva quali fossero secondo lui gli scrittori spagnoli più interessanti. Trovi dei punti di contatto tra la tua scrittura e quella del cileno?
 
Quello che sto per dire è quasi un peccato mortale: Roberto Bolaño è sopravvalutato. Questo non significa, naturalmente, che non sia uno dei migliori scrittori in lingua spagnola degli ultimi tre o quattro decenni. Però da qui a chiamarlo genio, c’è una bella differenza. Se lui è un genio, che dire allora di Cervantes o Boccaccio? Abbiamo perso la misura. È vero che lui mi ha citato qualche volta quando gli chiedevano nomi di scrittori spagnoli interessanti. Però, che io sappia, ha letto solo i miei primi due libri (Il debutto e Le idee pure, N.d.R), che sono i più freschi e disinvolti, quando avevo ancora quella rabbia che ogni autore deve avere per far sentire la sua voce. C’è qualcosa che accomuna le nostre voci, suppongo: sicuramente l’istinto, il fidarsi della mano più che della mente, la convinzione che la letteratura sia una religione.  
 
intervista a Pablo d’Ors

10 7 / 2012

due tipologie di scrittori

Esistono due tipologie di grandi scrittori: quelli che assorbono una tradizione, Shakespeare, e quelli che ne fondano una nuova. Roberto fondò una nuova poetica narrativa e una nuova sensibilità, la più solida della generazione post-boom.
 
Existen dos tipologías de grandes escritores: los que absorben una tradición, Shakespeare, y los que fundan una nueva. Roberto fundó una nueva poética narrativa y una nueva sensibilidad, la más sólida de la generación posboom
Mihály Dés
 
Intervista di Mihály Dés a roberto Bolaño

09 7 / 2012

non tutti i romanzieri sono scrittori

Chiunque scriva un ‘romanzo’, ha diritto di chiamarsi ‘romanziere’, ma non tutti i romanzieri sono scrittori. Questo è sicuro, ma assai meno sicuro è che mai sia questo animale che si pretende, o si offre, come scrittore. È un angelo? Un profeta? Un ciarliero per iscritto? Un maniaco dei dizionari, o semplicemente uno che ha poca voglia di fare dei mestieri, di rendersi utile?
Giorgio Manganelli - lo scrittore non esiste

08 7 / 2012

una certa polifonia narrativa

(per quanto ad esempio in letteratura io provi una particolare affinità col tutto pieno e con una certa polifonia narrativa, sarei un vero trombone se affermassi che ai tempi di Faulkner l’asciuttezza di stile non aveva senso, soprattutto perché insieme con il conto mi verrebbe presentato L’Étranger di Albert Camus)
Nicola Lagioia, i sette peccati capitali della critica italiana

07 7 / 2012

letteratura”tutta piena”

a proposito di letteratura “tutta piena”, leggendo i peccati capitali, mi è tornato in mente un passo di “2666? di roberto bolaño, pagina 251:
“Una volta Amalfitano gli chiese, tanto per dire qualcosa mentre il giovane cercava sugli scaffali, quali libri gli piacevano e cosa stava leggendo in quel momento. Il farmacista gli rispose, senza voltarsi, che gli piacevano i libri tipo La metamorfosi, Bartebly, Un cuore semplice, Canto di Natale. E poi gli disse che stava leggendo Colazione da Tiffany, di Capote. Anche trascurando il fatto che Un cuore semplice e Canto di Natale erano racconti e non libri, i gusti di quel giovane farmacista colto, che forse in un’altra vita era stato Trakl o a cui forse in questa era ancora riservato il destino di scrivere poesie disperate come il suo lontano collega austriaco, erano indicativi di una preferenza netta, indiscussa, per l’opera minore a scapito dell’opera maggiore. Sceglieva La metemorfosi invece del Processo. Sceglieva Bartebly invece di Moby Dick, sceglieva Un cuore semplice invece di Bouvard e Pécuchet e Canto di Natale invece di Le due citta o del Circolo Pickwick. Neppure i farmacisti colti osano più cimentarsi con le grandi opere, imperfette, torrenziali, in grado di aprire le vie dell’ignoto. Scelgono gli esercizi perfetti dei maestri. In altre parole, vogliono vedere i grandi maestri tirare di scherma in allenamento, ma non vogliono saperne dei combattimenti veri e propri, quando i grandi maestri lottano contro quello che ci spaventa tutti, quello che atterrisce e sgomenta, e ci sono sangue e ferite mortali e fetore.”
Roberto Bolaño, 2666 
prima o poi bisognerebbe parlare di questo romanzo in forma estesa: ho letto alcuni tuoi commenti qua e là, l’ultimo ieri su la repubblica, e mi piacerebbe sapere cosa ne pensi davvero.
Giuseppe Zucco a commento di un articolo di Nicola Lagioia

03 7 / 2012

adandemariass:

Juan Villoro parla di Roberto Bolaño (por mirumir)

videoritratti sull’Archivio  Bolaño